2 Lezione
GIUSQUIAMO

Nome botanico latino: Hyoscyamus niger L.
Famiglia botanica: Solanacee/Hyoscyaminee.
Significato del nome: Dal greco hyòs-kiaos: fava del porco; perché il maiale può mangiarne impunemente, mentre l’uomo resta avvelenato. Ma la notizia è parzialmente vera, perché il Sofista, Claudio Eliano (III sec. d.C.), autore del De natura animalium, scriva che i cinghiali quando mangiano i frutti del Giusquiamo, sono presi da violente convulsioni, ma si salvano bagnandosi e bevendo nei ruscelli. Niger, nero, perché la gialla corolla imbutiforme possiede un reticolo violaceo che nell’interno si infittisce talmente sino a formare una macchia scura.
Descrizione botanica: Pianta erbacea annua o biennale, alta 80-100 cm., ricoperta di peli vischiosi, setosi e bianchi.
Fusto: semplice o poco ramoso alla estremità, eretto.
Foglie: molli, semplici.
Fiori : giallo-pallidi a forma di calice campanulato.
Semi: piccoli e numerosi.
Dove si trova: Europa, Asia, Africa settentrionale. In Italia è comune lungo le strade presso le abitazioni rurali, sulle macerie.
Parti usate: Le foglie e i semi.
Fioritura: Maggio-agosto.
Tempo balsamico: Foglie e semi da raccogliersi al secondo anno. Le foglie all’inizio della fioritura. I semi a maturazione.
Corrispondenza astrologica : Saturno, Cancro, Sagittario, Acquario.
Azione farmacodinamica: E’ una droga narcotica analoga alla belladonna, ma più energica, sedativa, antispasmodica e ipnotica. Le sue proprietà si possono così riassumere: Analgesica, antiasmatica, antidrotica, antinevralgica, broncosedativa, disintossicante da alcool, midriatica, narcotico-sedativa, spasmolitica.
Applicazioni terapeutiche. Via interna: Alienazione mentale, angina pectoris, ansietà, asma bronchiale, broncorrea, cistalgia, congestione cerebrale, corea isterica, deliquio, delirium tremens, dislogamento, gastrospasmo, insonnia, metralgia, nevralgia del trigemino, nevrosi, paralisi agitante, sudore notturno, tenesmo, tosse convulsiva. Associato ai purganti impedisce le coliche e ne facilita l’azione. Si unisce ai purganti drastici per attutire i dolori dovuti alla peristalsi (tenesmo).
Via esterna: Artralgia, edema da trauma, gonalgia, lombartrite, mastodinia, mialgia, nevralgia, orchite, rachialgia, reumatalgia, sciatalgia. Infatti l’olio o le pomate al giusquiamo hanno azione immediata e sicura nelle nevralgie locali.
Notizie storiche e magiche: Questa pianta velenosa e maleodorante, ma medicamentosa, se opportunamente dosata, era conosciuta ai Babilonesi, gli Egizi e gli antichi Indiani, i Persi e gli Arabi, dai Greci e dai Romani. Nel papiro di Ebers viene ricordata come calmante per il mal di denti. Nel XV secolo serviva da narcotico e analgesico nel corso delle operazioni chirurgiche. In tutto il Medio Evo sino ai giorni nostri si è usato come droga per facilitare le facoltà parapsicologiche, quali la profezia, la visione del mondo astrale o dei trapassati.
Oppio, Betel, Belladonna, Stramonio e Giusquiamo facevano parte, con la Cicuta e la Canapa Indiana di speciali filtri e unguenti, per lo sdoppiamento psichico e la proiezione a distanza di forze.
Il giusquiamo è chiamato anche “erba apollinaria”, poiché la tradizione vuole che proprio Apollo ne abbia scoperto i poteri straordinari.
Per i suoi effetti allucinogeni era molto apprezzato da maghi e streghe che se ne servivano per ricavarne filtri d’amore, la sua azione, infatti, che la farmacopea cinquecentesca individuava in "alienatione di mente e briachezza e stupore et immobilità di tutti i membri" ben si adattava alla funzione di preparare la strega per il viaggio, vero o finto che fosse, verso il Sabba.
Nell'antichità veniva comunque utilizzato, sia nella preparazione di anestetici sia come sonnifero.
Alberto Magno indica il giusquiamo in un suo elenco delle erbe magiche: "L'ottava erba dai Caldei chiamata Giusquiamo, dai greci oslegon, dai latini centaura e dicono i maghi che quest'erba ha meravigliosa virtù imperocchè la si accompagna con il sangue dell'upupa femmina e si pone nella lucerna ad olio e tutti quelli che stanno intorno si danno di essere negromanti in tal modo che l'uno crederà che l'altra abbia la testa in cielo e i piedi siano in terra, e se la predetta composizione si getterà nel fuoco quando lucono le stelle, sembrerà che combattano insieme e che una correrà dietro l'altra e se sarà posta al naso di alcuno subito per paura fuggirà".
Un preparato a base di giusquiamo fu anche il veleno con cui Shakespeare ci narra che venne ucciso il padre d’Amleto: "Mentre nell'ore meridiane riposavo come di consueto in giardino, tuo zio si avvicinò furtivo a me che dormivo senza sospetto, e da una fiala mi versò dentro l'orecchio l'essenza mortifera del giusquiamo: tanto funesta alle vene dell'uomo che, scorrendo rapida come argento vivo per i meandri del corpo, con effetto fulmineo fa rapprendere e cagliare, a modo di un acido nel latte, il sangue fluido e sano".
Secondo Kaiti, invece, il giusquiamo, pianta magica di Giove, può essere utilizzato nelle operazioni occulte se queste si tengono il giovedi, nelle ore diurne sacre a Giove; in questo caso la pianta porta all'illuminazione, al benessere e alla prosperità.
Alcuni curiosi incantesimi sono citati nella farmacopea cinquecentesca: il filtro composto da giusquiamo, da hermodactylus tuberosa e di solfuro di arsenico naturale serve ad uccidere istantaneamente un cane rabbioso; a far esplodere un calice d'argento, se in questi viene versato lo stesso filtro; e infine a catturare le lepri, sempre ché ad esso venga aggiunto il sangue di una giovane lepre, e il tutto venga posto nella pelle stessa della lepre e abbandonato in qualche luogo deserto.
Il giusquiamo compare, assieme ad altre erbe e droghe magiche, in un trattato del 1699, opera di Ludovico Maria Sinistrari, un frate francescano che si occupava di demonologia.
Un’altra tradizione magica sostiene che se raccolto la mattina presto, completamente nudi e su un piede solo, portarlo, successivamente in dosso, aiuti nei problemi d’amore.
Bene ragazzi, anche questa lezione è finita.

Compiti da inviare al mio
MP entro domenica 2 novembre 2008
Completare i ………. (2 punti per ogni risposta esatta)
Appartiene alla famiglia delle ......
E’ una pianta ..... annua o biennale.
I fiori sono .....-..... a forma di ..... campanulato.
Le parti usate sono le ..... e i ......
La fioritura è da ..... ad ......
E’ una DROGA narcotica analoga alla ....., ma più energica, sedativa, antispasmodica e ipnotica.
Nel papiro di ..... viene ricordata come calmante per il mal di ......
In tutto il Medio Evo sino ai giorni nostri si è usato come droga per facilitare le facoltà ....., quali la ....., la visione del mondo ..... o dei ......
Per i suoi effetti ..... era molto apprezzato da ..... e ..... che se ne servivano per ricavarne ..... d’amore.
Un PREPARATO a base di giusquiamo fu anche il ..... con cui Shakespeare ci narra che venne ucciso il padre d’Amleto.
Arrivederci alla prossima lezione lunedì 3 novembre 2008

e se Dio il quinto giorno dopo aver creato il cielo, la terra, le piante e tutte le sue creature, si fosse fermato e le avesse contemplate, il sesto giorno non avrebbe creato la cosa più inutile ............. l'uomo.
